Il 4 novembre l'Italia sotto la lente dell'ONU

12.10.2019

di Avv. Michela Nacca

 Il 4 novembre 2019 l'Italia passera' sotto la lente di ingrandimento dell'ONU, circa lo status quo del nostro Paese sulla lotta alla violenza ed alla discriminazione delle donne. Ma ecco apparirci un'altra occasione mancata, o non colta adeguatamente!

Cio' avviene proprio nei giorni in cui Laura, Ginevra, Giada e molte altre madri, insieme ai loro bambini, gridano aiuto denunciando la discriminazione e la gravissima violenza subita nei tribunali italiani: accusate di Alienazione Parentale, private della loro dignita', dei loro diritti essenziali , della credibilita' nonche' infine del loro bene piu' prezioso: i figli !



Ieri 11 ottobre 2019 e' stata presentata una relazione, che verra' discussa il 4 novebre pv  all'ONU , circa la violenza e la discriminazione sulle donne nel nostro Paese, nonche' lo stato dell'arte su iniziative, progetti e raccomandazioni, in vista dell'esame a cui l'Italia sara' sottoposta.

La relazione tuttavia non definisce esplicitamente l'uso della Alienazione Parentale nei tribunali come "legal harassment", ossia non chiarisce che essa non solo e' una teoria assolutamente infondata dal punto di vista scientifico, ma e' soprattutto una  diabolica e violentissima strategia processuale finalizzata a discriminare le donne (e i loro bambini) agendo su di loro violenza nei tribunali. Una "pseudoteoria" purtroppo accettata ormai da molti Giudici, da Avvocati e CTU, che non solo sminuisce le testimonianze di madri e figli, presumendo irrazionalmente e infondatamente che il 93-96% delle loro denunce  siano false, ma determina un'inversione pregiudizievole dell'onere probatorio e una ridefinizione paradossale dell'affido dei minori, in favore  proprio del genitore rifiutato (per lo piu' il padre), sebbene  denunciato,  spesso rinviato a giudizio o persino gia'  condannato per maltrattamenti. 

Casi non rari, ma sempre piu' frequenti! (v.  inhttps://protective-mothers-italy.webnode.it/storie-dallitalia/).

La relazione, redatta da varie associazioni che si occupano di violenza sulle donne, a nostro parere cita la Alienazione Parentale in modo erroneo o incompleto, troppo sintetico e fin troppo marginale: nel paper infatti viene ancora definita con il termine "Sindrome da Alienazione Parentale" (roba che manco i sostenitori della Parental Alienation fanno piu' da anni!), inoltre essa non e' evidenziata tra le piu' gravi criticita' del nostro Paese e delle nostre istituzioni, ne' viene messa in luce la formazione capillare condotta negli anni a favore della PAS/PA: anche nelle Universita' italiane, tra le forze di Polizia,   presso gli Ordini forensi nonche'   quelli  degli psicologi,   cosi da "catechizzare" massicciamente tutti gli operatori dei tribunali dei minori alla "junk science" .

La relazione depositata infatti si limita, in appena  una riga, solo a scoraggiare l'uso della Sindrome Alienazione Parentale (PAS).

Ma cio' basta?

A nostro sommeso parere No!

BISOGNA DIRLO che la Parental Alienation (diversamente chiamata anche come "manipolazioni psicologiche") e' un gravissimo legal harassment verso le donne: ossia UNA NUOVA FORMA DI VIOLENZA E DI DISCRIMINAZIONE FEMMINILE , TANTO PIU' GRAVE PERCHE' AVVIENE NELLE ISTITUZIONI!

VI SONO DECINE DI STUDI INTERNAZIONALI A CONFERMARLO, MENTRE IN iTALIA LA PARENTAL ALIENATION E' ORMAI ACCETTATA DA TROPPI E CONOSCIUTA REALMENTE, NONCHE' CRITICATA REALMENTE DA POCHI !

BISOGNA DIRLO CHE GLI STESSI MASTER ED I CORSI UNIVERSITARI ITALIANI SONO SPESSO PRESIDIATI DAI SOSTENITORI DELLA ALIENAZIONE PARENTALE, ORMAI SDOGANATA NEL NOSTRO PAESE E UTILIZZATA INCOSCIENTEMENTE NEI TRIBUNALI, SENZA ALCUNA PERCEZIONE DELLA VIOLENZA FATTA SUBIRE A MADRI E MINORI.

Ancora una volta lamentiamo una mentalita' patriarcale cosi profonda e condizionante che ci impedisce di comprendere fino in fondo la gravita' di cio' che sta accadendo alle madri italiane: un furto di identita' e di maternita' legalizzato!