Leonor Walker contro la Parental Alienation: distorce il giudizio dei Tribunali, introduce pregiudizi infondati e rivittimizza le donne ed i bambini vittime della violenza domestica!

14.03.2021

di Avv. Michela Nacca

Leonor Walker e' una famosa ed apprezzatissima esperta americana di Violenza Domestica. E' colei che ha descritto esattamente il cd "ciclo della violenza" , avvertendo che non solo "la violenza genera violenza" -  cosicche' genitori che abbiano subito violenza domestica da bambini a loro volta tendano a perpetuare altrettanta violenza sui loro figli -  ma aiuto' a capire sia le dinamiche comportamentali dei violenti in famiglia sia i meccanismi psicologici che sottendono il comportamento ambivalente e manipolatorio degli uomini abusanti: i quali alternano ciclicamente periodi di love bombing ad atti di violenza psicologica, controllo coercitivo, violenza economica e infine talvolta anche violenza fisica, a minacce e dichiarazioni di pentimento, influenzando di conseguenza il reattivo atteggiamento confuso, altrettanto ambivalente e spesso contraddittorio delle loro vittime intime (donne e figli), cosi da rendere le  vittime sempre piu' dipendenti affettivamente, confuse, piene di sensi di colpa (infondati) e ad occhi inesperti altrui altalenanti nei loro atteggiamenti, contraddittorie, non facilmente comprensibili le loro dichiarazioni, cosi da risultare apparentemente inficiata la  credibilita' delle vitime stesse  (Walker, Lenore E. (1979) The Battered Woman. New York: Harper and Row).

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Leonor Walker ha esaminato attentamente anche la teoria  Parental Alienation  fin dal suo affacciarci come Pas,  poi intesa come  PaD, ossia Disturbo  di Alienazione parentale ed infine semplicemente Parental Alienation. Cosi gia' nel novembre 2010 ella aveva irrimediabilmente stroncato la PaD nel suo articolo  "Parental Alienation Disorder: Why Label Children with a Mental Diagnosis?" ("Disturbo da alienazione parentale: Perché etichettare i bambini con una diagnosi mentale?") scritto a quattro mani con Shapiro, pubblicato nel  Journal of Child Custody, Volume 7, 2010 - Issue 4 , in cui esaminava la proposta di inclusione  appena presentata dal Bernet all'American Psychiatric Association (2010) che egli aveva illustrato durante una tavola rotonda al Meeting annuale dell'Associazione dei tribunali familiari e di conciliazione (AFCC) tenutosi a Denver Colorado nel giugno 2010 (vedi Tabella 1 per i criteri proposti e www.afccnet.org/members.afccaudio47th.asp ).

Leonora Walker, nel suddetto articolo, analizzando la proposta del Bernet,  escludeva che la Parental Alienation  potesse trovare ingresso nel DSM 5.  Come infatti cio' avvenne: nel 2012, anno della pubblicazione definitiva del manuale diagnostico,  essa non trovo'  inclusione nel DSM 5 !  Del resto  non ha fatto ingresso neppure  nell'ICD 11: e cio' contro quanto invece viene affermato ancora  dai sostenitori passati  e recenti della Pas/PaD/PaB/Pa ecc ecc!

I motivi che all'epoca determinarono l'esclusione appaiono ancor oggi validi: 1) dati empirici sono insufficienti a sostenere i benefici dell'aggiunta di un nuovo disturbo infantile; 2) i dati indicati dal Bernet e dai sostenitori della Parental Alienation risultano insufficienti a differenziare i sintomi da trauma, nello specifico di abuso infantile e di violenza domestica dalla PA; e (3) i dati sono insufficienti a dimostrare la necessità che il tribunale usi la PA per forzare la riunificazione dei bambini con un genitore rifiutato,  affinché crescano sani.

Nell'abstract di questo studio del 2010 della Walker si leggeva : "La proposta di includere il Disturbo da Alienazione Parentale (PAD) nella nuova proposta di Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Quinta Edizione (DSM-V) crea una serie di problemi. Il primo grande problema è l'etichettatura di bambini con un disturbo mentale che potrebbero semplicemente reagire con rabbia ai cambiamenti nella loro vita dovuti alla separazione e al divorzio dei loro genitori, rifiutando un genitore e allineandosi con l'altro. La diagnosi può portare con sé la vergogna e avere un impatto agghiacciante sui report  circa la violenza domestica dei genitori. Anche se i sostenitori della PAD sono consapevoli che è inappropriato diagnosticare con PAD i bambini che sono stati esposti ad abusi e/o violenze domestiche, non chiariscono come fare tali diagnosi differenziali. Si suggerisce che non ci sono dati empirici sufficienti per differenziare i bambini abusati e traumatizzati da quelli che sono alienati o allontanati dal genitore respinto. Né ci sono dati scientifici sufficienti per tenere conto di altre vulnerabilità del bambino come l'immaturità neurologica, il disturbo da deficit di attenzione/perattività (ADHD), altri disturbi d'ansia e dell'umore o il disturbo oppositivo provocatorio. Ci sono troppo pochi confronti tra i rischi e i benefici dell'aggiunta di una nuova diagnosi di disturbi infantili per giustificare la sua inclusione nel DSM-V. Le strategie di intervento appropriate raccomandate per i bambini PAD includono il contatto con il genitore rifiutato, che differiscono ampiamente dalle vittime di traumi/sopravviventi che hanno bisogno di garanzie di sicurezza e guarigione prima di ristabilire il contatto.  Gli autori discutono anche gli standard etici che possono essere influenzati da questa nuova diagnosi e i problemi di ammissibilità sollevati dal suo predecessore, la Sindrome da Alienazione Parentale (PAS)...."

Ma soprattutto evidenziava che " non ci sono interventi empiricamente validati che supportino la prova che costringere un bambino a stare con un genitore indesiderato ne promuova la salute mentale" ("there are no empirically validated interventions that support evidence that forcing a child to be with an unwanted parent will promote mental health") lamentando come non ci fosse alcuno studio e alcuna attenzione sui danni  al minore ed al genitore considerato "alienante," provocati dalla inversione di collocamento, dalla ablazione del bambino dal genitore preferito e la sua ollocazione presso il genitore rifiutato.

In a particularly compelling documentary, Gardner's own words advise parents to "beat" the child who complains about a rejected parent (Waller, 2008) ("In un documentario particolarmente avvincente, le stesse parole di Gardner consigliano ai genitori di "picchiare" il bambino che si lamenta di un genitore rifiutato").


La Walker allertava sul fatto che, dinanzi bambini con problemi comportamentali, gli psicologi erano ormai indotti a chiedere se fossero stati figli di madri single o divorziate, evitando di porre altre domande ad esempio sulla violenza domestica o abusi subiti, con l'esito di distorcere gravemente l'analisi sulle cause di questi disturbi  ed il rischio ultimo di vedere sostituire ogni valutazione di abuso e/o violenza domestica con la diagnosi di Parental Alienation, che ribalta completamente i ruoli tra vittime e abusante ( "when a child had a conduct disorder or other behavioral problem, the first question child psychologists were trained to ask was whether he or she was the product of a single parent or "broken" home. Even parents of children with the commonly diagnosed Attention Deficit Hyperactive Disorder (ADHD) receive such scrutiny. If this category is accepted into the DSM-V, PAD may be replacing child abuse and domestic violence as the most frequently believed cause of a child's mental health disorder without sufficient data to support such a conclusion.").

Ella nello studio del 2010 avvertiva anche sul rischio di maggiori e piu' gravi danni sui bambini con ADHD o altri disturbi neurologici  ("...a child diagnosed with a neurological disorder such as ADHD or sensory integration problems may perceive events to be more frightening than one who is more neurologically intact"  "un bambino a cui è stato diagnosticato un disturbo neurologico come l'ADHD o problemi di integrazione sensoriale può percepire gli eventi come più spaventosi di uno che è più integro dal punto di vista neurologico") che quindi vanno maggiormente protetti da rischi di rivittimizzazioni, da ablazioni e allontanamenti dalla madre protettiva e da ricollocamento presso genitori rifiutati e abusanti.

 "Safety First" il principio difeso dalla Walker (2004)

 Leonor Walker, continuando in seguito a verificare e studiare  casi in cui la Parental Alienation - nonostante tutto - ha continuato  ad essere diagnosticata/riconosciuta  nei tribunali e trattata con terapie di ricongiungimento in favore di  genitori cd "rifiutati",  giunge ad una conclusione certa e chiara: la Parental Alienation non ha basi  scientifiche   ma soprattutto provoca una gravissima distorsione   in quanto essa permette  al genitore abusante di  continuare a vessare e mantenere il controllo sulle sue  vittime,  con la complicita'  di istituzioni e Giudici, a parere della Walker   spesso inconsapevoli e scarsamente critici.

Leonor Walker nel 2020 torna dunque a condannare la Parental Alienation ed il suo uso nei Tribunali, concentrandosi sulla tendenza invalsa da parte dei Giudici americani  - cosi come avviene nei tribunali  italiani - di delegare l'ascolto, nonche' le valutazioni sulle decisioni di affido dei minori a "professionisti della salute" - ossia psicologi giuridici e psichiatri forensi nel ruolo di CTU/assistenti sociali/educatori/operatori socio sanitari ecc- nonche' ad Avvocati,  in veste di tutori e curatori del minore,  che tuttavia raramente sono formati sulla violenza domestica su donne e minori, viceversa risultando indottrinati proprio a quella teoria ascientifica Pas/Pa che  nega la DV,  sminuisce  gli effetti nefasti della Violenza Domestica sulla sana crescita del minore, utilizza  stereotipi sulle vittime del tutto fuorviati e fuorvianti il corretto giudizio e la comprensione adeguata circa l'interesse ed il bene del minore.

Di seguito l'abstract del suo studio intitolato "Nonjudicial Influence on Family Violence Court Cases", pubblicato nel settembre 2020

"I tribunali della famiglia hanno raramente considerato come le loro decisioni perpetuino la violenza domestica e gli abusi sui bambini nei molti casi in cui le dispute sulla custodia sono davanti a loro. Piuttosto che i giudici che giocano a fare Re Salomone, spesso lasciano il processo decisionale ai professionisti della salute mentale e agli avvocati le cui credenziali raramente includono una comprensione di ciò che è necessario per riconoscere, fermare l'abuso attuale e prevenire la violenza futura.

Questo articolo utilizza una revisione della letteratura per esaminare le conseguenze di questa decisione. La ricerca mostra che sia i giudici maschi che quelli femmine sono scettici sulle affermazioni di abuso delle madri e che le loro opinioni contengono stereotipi negativi sulle donne su cui si basano le teorie dell'alienazione parentale.

Ancora più spaventosamente, quando i guardiani-ad-Litem o i Custody Evaluators sono stati incaricati di queste decisioni, la ricerca mostra un'intensificazione dello scetticismo dei tribunali verso le denunce di abuso delle madri - ma non dei padri.

Le procedure tradizionali dei tribunali familiari continuano ad operare nel serio rischio di danneggiare le donne e i bambini minimizzando la violenza domestica e gli abusi sui bambini, spesso usando teorie di alienazione non provate e non scientifiche come scusa per non proteggerli.

L'articolo si conclude con una discussione sul ruolo che i tribunali speciali che impiegano la giurisprudenza terapeutica possono giocare nel migliorare questo processo per i bambini."


Leonor Walker parla di una distorsione forse "inconsapevole" da parte di professionisti e Giudici.

MA  alla luce del fatto che da oltre 20 anni:

-la Comunita' Accademica Internazionale ha soronamente bocciato la Pas/PaD/PaB /Pa ecc ecc, e tutti i suoi trasformismi, rifiutando la sua inclusione sia nel DSM che nell'ICD.

- Piu' volte la CEDAW ed il GREVIO hanno condannato tale uso della Parental Alienation nei tribunali penali e nel tribunali per la famiglia, a causa dei suoi effetti gravemente distorsivi e rivittimizzanti proprio sui minori e le madri vittime di violenza domestica e di abusi sessuali domestici.

-   Associazioni internazionali e nazionali di Psichiatri, Psicologi, Pedagogisti, Procuratori, nonche' singoli seri Accademici, Professionisti, Esperti , Avvocati, Psichiatri e Psicologi, Giudici, oltre a migliaia di madri vittime di violenza,  migliaia di minori nonche' ex minori vittime di abusi, insieme a giornaliste/i, Deputati e Senatori di molti Paesi nel mondo  hanno denunciato e stanno continuando a denunciare - in modo sempre piu' organizzato e coordinato - la gravissima distorsione che essa provoca, trasformando artatamente l'abusante in vittima e le vere vittime in presunte "alienanti" ,

-  Commissioni Parlamentari di vari Paesi nel mondo e molteplici studi accademici hanno dimostrato la infondatezza della Pas/Pa e la distorsione grave denunciata dalle vittime, rivittimizzate nei tribunali a causa del suo uso.

- atteso che  la "delega" all'ascolto del minore e circa la valutazione dell'affido, da parte del Giudice a professionisti  indottrinati alla Pas/Pa, viene suggerita - attraverso nomine di CTU e richieste di relazioni, nomine di tutori e curatori del minore - proprio dalla Psicologia Giuridica che ha insegnato e continua ancor oggi a insegnare la Pas/Pa e le sue evoluzioni, da oltre 20 anni in Italia... 

SI PUO' ANCORA PARLARE  SEMPRE DI INCONSAPEVOLEZZA O INCOMPETENZA ?  

Non e' il caso di cominciare a parlare di  una vera e propria frode giudiziale organizzata e attuata sistematicamente?

Certo non tutti i Giudici, ne' tutti gli Avvocati possono ritenersi consapevoli... ma si puo' dire lo stesso degli Psicologi e Psichiatri che, nel loro bagaglio culturale, accademico  e professionale, dovrebbero possedere quelle nozioni scientifiche fondamentali che rendono evidente ictu oculi quanto la Ps/Pa sia infondata e gravemente distorsiva?


* Leonora Walker, oggi settantanovenne,  e' una psicologa esperta di VD, ha fondato il  Domestic Violence Institute, documentato il ciclo di abusi e ha scritto The Battered Woman, per il quale ha vinto il Distinguished Media Award nel 1979. È stata inserita nella Colorado Women's Hall of Fame nel 1987.